La Terrazza Sorrento

Ischia

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Ischia, l’isola della rigenerazione, delle energie, della bellezza e della storia.

Tuttavia, questo scrigno di delizie è stato saccheggiato, profanato e sottoposto a innumerevoli abusi nel corso degli anni. Questa storia di abusi continua nel presente, mentre il richiamo del soldo veloce continua a giocare il suo ruolo in progetti di costruzione illegali, danneggiando la terra e l’ambiente.

Ischia
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La storia di Ischia è costellata di proprietari e sub proprietari che hanno sequestrato, perso e sequestrato l’isola, spesso per lo smarrimento dei suoi abitanti ed il danno del suo territorio. Tuttavia, nonostante le cicatrici disseminate sul suo passato, Ischia ha una bellezza ed un’attrattiva permanente, grazie alla sua ricchezza di risorse naturali. L’isola ha una fonte unica di sorgenti termali, terme, fanghi vulcanici e minerali preziosi.

Così la guarigione ed il rinnovamento sono diventati una risorsa grazie alla quale l’isola ha recuperato la sua economia ed ha trovato il suo zenit come centro di benessere per innumerevoli visitatori.

E’ la più grande delle tre isole al largo della costa di Napoli, (Procida, Capri ed Ischia), e più di quanto detiene in questa trinità di bellezza che sorge dalle acque azzurre del Mar Tirreno. Questo paradiso sembra lontano un milione di miglia dalle strade di Napoli che si snodano e caricano di energia (in realtà solo un breve viaggio in traghetto) e regala piaceri per i viaggiatori più intrepidi o timidi.

Quaranta chilometri di costa offrono ampie opportunità per il relax immerso nel sole. Nell’entroterra, il terreno montuoso attende coloro che amano arrampicarsi. Il pacifico piacere delle fertili colline vulcaniche offre ai passeggini meno energici la possibilità di godere di una vista vantaggiosa sull’isola senza fiato corto. Per i visitatori più attenti all’urbanità c’è l’elegante e trafficata città di Sant’Angelo con le sue caratteristiche boutique, la ceramica locale e le merci artigianali.

Nelle vicinanze Forio è conosciuta per i suoi bar e viali alberati, mentre il Porto di Ischia per i traghetti dalla metropoli di Napoli, offre discoteche e shopping di alto livello. Il porto di Ischia è anche famoso per l’imponente castello Aragonese, ricco di storie di sangue e tuono. In passato, il castello era la città stessa, con 1900 famiglie, vari ordini religiosi e 13 chiese. Il castello fungeva da rifugio e difesa dai regolari attacchi dei pirati con cui l’isola era stata tormentata in passato. Ora è un museo affascinante. Qualunque sia il tipo di passatempo preferito, ci sono fanghi terapeutici, centri termali, cure termali e cure molto garantite per rilassarsi, creando spazio dall’inarrestabile marcia in avanti della vita del ventesimo secolo come la conosciamo.

La storia di Ischia è ricca e varia quanto il suo clima e le sue proprietà naturali, a cominciare dai Greci, che colonizzarono l’isola nell’VIII secolo a.C. denominandola Pithecusa che tradotto significa “scimmia”, in riferimento alla prevalenza di questi animali sull’isola nell’antichità. A differenza di oggi, il vulcano era attivo. Forse a causa di un’eruzione, l’isola fu abbandonata dagli abitanti originari e la città più temperata di Cuma fu fondata sulla terraferma.

Ischia fu quindi reinsediata dai napoletani, il cui carattere esplosivo forse si adattava alla sua attività vulcanica. Nel 474 a.C., Hiero di Siracusa guerreggiava contro gli Etruschi e come parte di una missione per fortificare tutta Napoli, lasciando una guarnigione su Ischia e progettando un castello per proteggere la capitale dell’isola (conosciuta anche come Ischia). Emerse vittorioso dalla battaglia ed il castello fu costruito.

ischia
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Nel 6 d.C., dopo la sua visita a Capri, l’imperatore Augusto, disperato per ottenere l’isola, la cambiò con Napoli per Ischia, che ancora una volta cadde nelle mani napoletane. Tuttavia, le difese ben riuscite si erano dimostrate in passato, erano inefficaci di fronte ai Romani qualche secolo dopo, e nel 322 a.C. i Romani conquistarono e presero Napoli ed Ischia.

L’elenco degli invasori da allora è scoraggiante. Il primo gruppo, a parte il costante flusso di pirati predatori, includeva gli Heruli, gli Ostrogoti, i Bizantini, i Saraceni ei Normanni, che annunciarono quello che alcuni definiscono il “primo Rinascimento” sotto Ruggero II. I Normanni furono seguiti dal nipote di Ruggero II, Svevo Federico II, la cui madre era un normanno e suo padre era Enrico VI, Duca di Svevia. Il suo regno, per la maggior parte, era pacifico, seguendo la visione tollerante ed eclettica del governo che Roger II aveva iniziato.

Gli Angioini che avevano lasciato il segno, con il sostegno papale, sulla Campania e sulla Sicilia, furono seguiti per un certo periodo da Alfonso V d’Aragona, che nel 1441 ricostruì l’antico forte greco su grande scala trasformandolo nel grande castello che è oggi e che divenne rapidamente la scena di molte lotte per il trasferimento del potere.

Sotto il dominio aragonese, Alfonso V, proclamò l’isola una colonia per il regno spagnolo di Castiglia. Ha poi costruito un ponte che collega il castello ed i suoi abitanti con il mondo oltre le sue mura nel resto dell’isola.

Nel 1550, la minaccia di invasione da parte dei pirati e dei pisani guerrieri si era attenuata, e la popolazione si spostò dalle torri di avvistamento costiere, verso un terreno più confortevole nell’entroterra, formando l’inizio di quella che oggi è la città di Ischia. Nella sua forma attuale la città ha sei comuni, o aree amministrative. Da dove, sebbene la spiaggia sia sempre stata accessibile, non era più di importanza centrale. Durante questo periodo Ischia fu irta di lotte che scivolavano e cadevano dalle mani di Durres al potere di Anjou (che era tornato dai tempi della casa di Aragona), e di nuovo indietro, mentre le case rivali litigavano per il possesso del gioiello del Mediterraneo.

Verso il 1700, i Borboni erano sotto custodia per l’isola che nel 1806 cadde in possesso francese fino a cadere preda degli inglesi, all’inseguimento dei francesi. Finalmente un devastante terremoto interrotto, disseminando intrusi.

Ischia finalmente trovò la tranquillità nella modernità, e poiché l’invenzione del Grand Tour non è stata sottoposta a niente di peggio delle invasioni di flotte di turisti, esplorando l’isola sui pittoreschi microtaxi a tre ruote attrezzati per il turismo. Questi visitatori sono per la maggior parte tedeschi, molti dei quali rimangono sull’isola permanentemente, arricchendo i forzieri di Ischia e godendo dei suoi piaceri unici.